Linfodrenaggio: che cos’è e quando serve

Chi soffre di ritenzione idrica, linfedema, edema e stasi veno linfatica potrebbe già aver sentito parlare di linfodrenaggio. Se non fosse così o per avere ulteriori delucidazioni sul tema, basta leggere questo brevissimo focus che spiega più precisamente di che cosa si tratta e anche quando fare ricorso a questa terapia.

Che cos’è il linfodrenaggio

Il linfodrenaggio è una tecnica non invasiva che  permette di drenare i liquidi in eccesso che si sono accumulato nei tessuti. Può esser manuale oppure meccanica. In ambo i casi, si tratta di un massaggio che ha come scopo il drenaggio dei liquidi in eccesso nei tessuti. I risultati sono: stimolare il sistema linfatico ma anche tonificare i vasi sanguigni perché lavorino meglio in futuro. Grazie a questa terapia, si ottiene anche un effetto antiinfiammatorio.

È bene sapere che il sistema linfatico non ha un motore come il cuore nel caso del sistema circolatorio, perciò i liquidi si bloccano se c’è un impedimento. Tramite una manipolazione precisa e puntuale, si aiuta il sistema ad espellere il liquido che si è creato negli spazi intercellulari. Già con le prime sedute, la situazione migliora ma per vedere risultati ottimi e soddisfacenti, è sempre consigliabile completare il ciclo.

Quando occorre il linfodrenaggio

La terapia per rimuovere i liquidi in eccesso si usa quando l’accumulo di liquidi è importante, provoca dolore, gonfiore o anche edema. Viene fissata una visita linfologia per capire quali siano le cause del problema. Può trattarsi di un accumulo di liquidi sorto in seguito a un intervento chirurgico. In questo caso, il linfodrenaggio è una terapia che completa il quadro riabilitativo post operatorio.

Ci sono però anche delle particolari patologie che richiedono il linfodrenaggio come il linfedema. Può esser di due tipi: primario, quando è congenito cioè presente dalla nascita anche se i primi sintomi appaiono dopo, oppure secondario, quando è causato da lesioni, infezioni o anche interventi. Quest’ultimo è più comune di quello primario. Esiste anche il linfedema multi causale che si presenta per colpa di patologie sistemiche e delle terapie ad esse collegate. Ci sono anche delle forme combinate di linfedema che hanno a che fare con patologie ortopediche, neurologiche, reumatiche o per disturbi trombotici.

Moltissime persone fanno ricorso al linfodrenaggio per stasi veno linfatica che provoca un edema legato a una malattia venosa cornica, al sovrappeso o anche alla gravidanza. A proposto di edema, ogni tipologia dovuta a interventi chirurgici, anche di chirurgia estetica, possono essere trattati e ridotti con questa terapia.

Il linfodrenaggio potrebbe esser una buona terapia anche per il lipoedema. Si tratta di una sindrome di tipo permanente abbastanza comune che provoca un peggioramento del tessuto grasso presente negli arti inferiori come glutei e cosce. Potrebbe sembrare simile alla ritenzione idrica, altra sindrome in cui si consiglia il linfodrenaggio, ma la differenza sta nel fatto che in questo caso c’è accumulo di liquidi per una limitata funzionalità del sistema circolatorio di vene e vasi linfatici.